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TRENTASEIESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 19/08/2010

Fioccano le partenze dei più prestigiosi campionati del vecchio continente, noi ci concentriamo ancora su quelli cominciati da qualche settimana, segnaliamo che la prossima puntata sarà pubblicata fra due settimane, a presto!





UNGHERIA
Per la prima volta parliamo del campionato ungherese edizione 2010/11, cominciato da poche settimane. Ancor prima di addentrarci nelle nostre considerazioni, come abbiamo fatto per altre nazioni cominciamo dal resoconto della Supercoppa che come succede abitualmente apre la stagione ufficiale. Questo trofeo, nato in Ungheria nel 1992 non si è giocato tutti gli anni per motivi diversi, ma dal 2002 ai giorni nostri ha trovato la sua regolarità. Una delle ragioni per cui in alcuni anni passati la Supercoppa non si è giocata ma si è assegnata a tavolino era la contemporanea vittoria della stessa squadra di campionato e Coppa nazionale. Questa eventualità si è verificata anche nella stagione appena conclusa (entrambe le competizione sono state appannaggio del Debrecen), ma le regole sono cambiate così che a giocarsi il primo trofeo dell’anno va di diritto la seconda classificata del campionato, in questo caso il Videoton. La partita si è risolta nel secondo tempo a favore del Debrecen ed è terminata 1-0. Le due formazioni, formano la coppia più temibile di tutta la massima serie, le più accreditate alla vittoria finale visto che una (il Debrecen) rappresenta l’autentica cannibale degli ultimi anni con 5 scudetti vinti su 6 dal 2005 e l’altra (il Videoton) ha tutta la cattiveria di chi il titolo lo vuole vincere per la prima volta nella sua storia, anche perché l’anno scorso per lunghi tratti si sono trovati a guidare la classifica. Le prime 3 giornate disputate finora sembrano confermare la teoria appena enunciata, le due compagini si trovano appaiate al primo posto entrambe con 7 punti. Oltre a loro l’osservato speciale numero 1 è sicuramente il Ferencvaros (rileggetevi la rubrica “nobili decadute” della puntata n. 5), la squadra più titolata del paese, tornata nella massima serie proprio l’anno passato (7° posto finale) dopo un periodo difficile; in molti aspettano che il glorioso team della capitale torni a lottare per il titolo, l’avvio non è male, 2 vittorie e una sconfitta lasciano ben sperare per il futuro. Ci diamo appuntamento più avanti per avere un quadro un po’ più chiaro sulla situazione generale sperando di assistere anche quest’anno ad una bella sfida.

BELGIO
Anche in Belgio si è aperta ufficialmente la stagione, come da altre parti con la disputa della Supercoppa e poi ovviamente con il campionato, a nostro parere uno dei più interessanti d’Europa. Chi ha seguito con regolarità la stagione passata, attraverso i nostri approfondimenti settimanali oppure altrove, saprà benissimo che il campionato passato è stato pressoché dominato dall’Anderlecht e la Coppa di Belgio è stata vinta un po’ a sorpresa dal Gent guidato da Michel Preud’homme, mitico portiere. La partita secca che assegna la Supercoppa di Belgio dal 2004 si gioca a Bruxelles ed ha visto prevalere l’Anderlecht per 1-0 con una rete segnata alla mezz’ora del primo tempo; la partita è stata comunque in bilico fino alla fine con il Gent che ha sfiorato ripetutamente il pareggio. Diventano così 9 le Supercoppe vinte dai biancomalva secondi solo al Bruges con 13 successi. Veniamo quindi a parlare del campionato, ricordando che dall’anno scorso è in vigore una strana e discussa formula che prevede una coda dopo la normale regular season per decretare i verdetti finali. Dopo le prime 3 giornate troviamo a punteggio pieno al primo posto due squadre, il Mechelen e il Racing Genk; entrambe sono formazioni che negli anni passati hanno già vinto il titolo, ma che nelle stagioni più recenti non hanno mai partecipato attivamente alla lotta per la vittoria finale e considerando la forza dei campioni in carica più un altro paio di team molto attrezzati è difficile pensare che la posizione che occupano attualmente possa essere mantenuta. In tutta sincerità l’undici strafavorito è proprio quello dell’Anderlecht anche se ci sono da tenere d’occhio le solite note, lo Standard Liegi, nemico più agguerrito degli ultimi anni che ha il vantaggio di non partecipare a nessuna competizione europea, e il Bruges che finisce sempre nelle prime posizioni. Terremo sempre i fari puntati verso il Belgio, una nazione con molta tradizione ma che negli ultimi tempi ha perso un po’ di smalto sia a livello di club che a livello di nazionale.

BULGARIA
Nuova stagione al via e solito percorso di avvicinamento, cioè un breve racconto di quanto accaduto nella Supercoppa e alcune riflessioni sul campionato appena cominciato. La Supercoppa di Bulgaria ha visto giocarsi pochissime edizioni fino a quest’oggi, la prima fu nel 1989 ma in seguito non si giocò più fino al 2004 quando riprese la normale cadenza annuale. Le squadre chiamate a contendersi il trofeo erano il Litex Lovech campione di Bulgaria e il Beroe vincitore della Coppa nazionale; dopo un veloce botta e risposta nel primo quarto d’ora di gioco il match ha dovuto attendere i tempi supplementari per trovare una direzione e grazie ad una rete di Wilfried Niflore capocannoniere del campionato bulgaro in carica (presto lo troveremo nella nostra rubrica “I RE DEL GOL”) il Litex Lovech vince il trofeo e incrementa la propria bacheca. Contrariamente a quanto accade quasi dappertutto in Bulgaria la Supercoppa non coincide con la prima partita ufficiale della stagione visto che la sua disputa era stata preceduta già da due giornate di campionato. Con la terza giornata sviluppatasi nello scorso weekend quindi proviamo a tracciare un mini-bilancio di questo primo scorcio: il Litex Lovech l’anno scorso è tornato sul gradino più alto del podio dopo un’attesa durata 11 anni interrompendo un dominio targato CSKA Sofia e Levski Sofia che durava da 5 anni e proprio queste ultime due squadre saranno le più determinate nel cercare di scucire lo scudetto dal petto degli arancioni di Lovech. Curiosamente la prima giornata metteva di fronte in uno dei tanti derby della capitale proprio i due team appena citati e il Levski Sofia è riuscito a far sua la partita pur giocando in trasferta facendo entrare già in crisi il CSKA Sofia visto che in seguito sono arrivate un’altra sconfitta casalinga e un pareggio, totale punti conseguiti finora 1, troppo poco. Il Levski dal canto suo, vinta la prima partita, si è confermato nella seconda ma già alla terza è arrivata una sconfitta, vedremo più avanti se ci saranno i presupposti per poter tornare a sognare. In mezzo a tutti il Litex Lovech campione ha iniziato bene, con un ruolino di marcia da media scudetto, 7 punti in 3 partite, frutto di due vittorie e di un pareggio esterno proprio in casa dei rivali di Supercoppa, considerando anche i numerosi impegni nei preliminari delle Coppe europee un ottimo inizio. Ricordando l’andamento dell’anno scorso questo è un campionato che può riservare sorprese quindi occorrerà del tempo per avere un quadro indicativo.

RUSSIA
Ci eravamo lasciati con la puntata n. 33 alla vigilia della sfida tra le prime due in classifica, Zenit San Pietroburgo al primo posto e Rubin Kazan al secondo distaccato di 7 punti. Il campo ha restituito un verdetto importante, secco 2-0 per i padroni di casa; per alcuni può essere letto, anche se con largo anticipo, un passaggio di consegne, il Rubin Kazan campione degli ultimi due anni tramortito dal favoloso collettivo messo insieme da Luciano Spalletti. La squadra viaggia a velocità vertiginosa, è ancora imbattuta sia in campionato dove ha collezionato 12 vittorie e 4 pareggi, sia in Champions League dove sta disputando i preliminari (è ad un passo dai gironi avendo vinto 1-0 in casa l’andata dell’ultimo turno contro i francesi dell’Auxerre). Se il primo posto sembra segnato, diventa molto interessante la lotta per il secondo e il terzo (entrambe danno l’accesso all’Europa che conta): per questi traguardi sono coinvolte diverse squadre, tra cui il CSKA Mosca che ha guadagnato la piazza d’onore approfittando della sconfitta del Rubin Kazan nel big match già descritto e ora con una partita da recuperare potrebbe addirittura staccarlo di 3 lunghezze. La sorpresa del campionato finora è lo Spartak Nalchik che occupa un ottimo quarto posto, ha già superato dopo 17 turni il numero di vittorie ottenute negli ultimi 3 campionati dopo le 30 giornate totali, chissà che non riesca ad ottenere una qualificazione a qualche coppa europea. A parte il CSKA Mosca di cui abbiamo già detto deludono tutte le altre compagini della capitale, lo Spartak Mosca che sarà impegnato nei gironi di Champions League dopo un buon avvio ha cominciato ad inanellare risultati negativi (4 sconfitte nelle ultime 7 partite) così da farlo scivolare al sesto posto, per figurare bene in Europa saranno necessarie ben altre prestazioni. Così come accadde per lo scorso appuntamento col campionato russo ci lasciamo alla vigilia di un altro importantissimo incontro, sempre prima contro seconda, Zenit San Pietroburgo-CSKA Mosca, un nuovo match-point per la truppa di Spalletti a cui però potrebbe andare benissimo anche un pareggio.

ISLANDA
Arriverà dall’Islanda il nome della prima squadra che vincerà il proprio campionato dato che la fine di questo torneo piuttosto breve (solo 22 giornate) sarà entro Settembre. Mancano dunque per quasi tutti i team solo 6 partite per poter cambiare il proprio destino. In testa alla classifica troviamo ora solitario l’IBV che è riuscito a staccare il Breidablik di 2 punti; quest’ultimo dopo 5 vittorie consecutive ha un po’ tirato i remi in barca accaparrandosi i 3 punti solo in un occasione nelle ultime quattro uscite anche se il pareggio dell’ultimo turno è stato provvidenziale perché colto proprio contro la capolista che stava per portare a casa la vittoria forse decisiva per l’assegnazione dello scudetto. Da quella sfida è invece uscito un 1-1 che frena un po’ la corsa dell’IBV il quale comunque ha vinto 6 delle ultime 8 gare e resta la favorita numero 1 a questo punto (da queste parti aspettano il trionfo finale dal 1998). Il Breidablik come si diceva rimane in ogni caso in corsa essendo due punti non un ostacolo insormontabile, così come un lumicino di speranza lo coltiva ancora anche l’Hafnarfjordur ripresosi nell’ultimo periodo: viene da 6 risultati utili consecutivi e nelle ultime due uscite ha colto 4 punti contro le due squadre che lo precedono e di cui abbiamo parlato prima, se dovesse vincere il recupero andrebbe a 4 punti dalla vetta. Lo stesso Hafnarfjordur nel frattempo la vigilia di Ferragosto ha vinto la sua seconda Coppa d’Islanda bissando il successo del 2007, battendo in finale con un secco 4-0 il KR Reykjavik, in assoluto il club più glorioso dell’isola.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
Ci piace in modo particolare parlare in questo spazio di capocannonieri di giovane età e di più che rosee speranze. Questo è sicuramente il caso dell’attaccante polacco Robert Lewandowski che compirà 22 anni fra pochi giorni (il 21 Agosto per la precisione) e ha vinto la classifica dei bomber del campionato del suo paese. Le sue reti nel torneo appena concluso, in tutto 18 in 28 presenze, hanno contribuito pesantemente alla conquista del titolo da parte della sua squadra, il Lech Poznan; basta pensare che solo nelle ultime 4 giornate i suoi sigilli sono stati 5 che sono valsi il recupero sul Wisla Cracovia (arretrato di 4 punti il Lech Poznan ha chiuso il torneo con 3 punti di vantaggio). Già da tempo comunque, molti occhi di lungimiranti dirigenti si erano posati su di lui, anche in Italia si è più volte parlato di un interessamento del Napoli ma l’affare non è mai andato in porto e quest’estate i più convincenti sono stati i tedeschi del Borussia Dortmund che hanno acquistato il giocatore a titolo definitivo. Data la sua giovanissima età la sua storia non è molto lunga da raccontare ma è già piena di marcature: oltre a quelle che gli sono valse il titolo per cui lo stiamo celebrando già l’anno precedente con la stessa maglia aveva messo a segno 14 reti e ancora prima quando giocava in un team dal nome impronunciabile, lo Znicz Pruszkow in due anni fece 36 gol. Anche la nazionale polacca si è ben presto accorta di lui, dal 2008 ne fa parte e conta già 24 presenze condite da 6 gol. Con la sua nuova maglia ha disputato un bel precampionato e ora che la stagione ufficiale è alle porte in tanti sono curiosi di vederlo all’opera in un campionato con un tasso tecnico più elevato di quello polacco, noi da parte nostra siamo convinti che di lui si sentirà parlare per molto tempo.




Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
L’uomo copertina della settimana è il grande Kevin Kuranyi, attaccante di 28 anni (nella foto in alto) che definire cosmopolita è poco. Tutti sanno che il nostro è di nazionalità tedesca, ma in molti rimarranno sorpresi se diciamo che è nato in Brasile da padre tedesco-ungherese e madre panamense, come se non bastasse sua moglie è croata. Muove i suoi primi passi appunto tra Brasile e Panama, ma è il suo trasferimento in Germania che lo farà esplodere, dapprima nelle riserve e poi nella prima squadra dello Stoccarda. Messosi in luce con 3 stagioni consecutive in doppia cifra nell’estate del 2005 firma un contratto di 5 anni con lo Schalke 04 e qui consuma la sua consacrazione. Durante tutte e cinque le stagioni passate a Gelsenkirchen raggiunge almeno la soglia delle 10 reti ed è stata proprio l’ultima la sua migliore in assoluto, finita con 18 centri. Qualcuno magari obietterà l’inserimento in questa rubrica pensando che nessuno l’ha perso di vista, ma se all’avvio della nuova Bundesliga non lo vedrete tra i protagonisti allora scoprirete che Kuranyi ha lasciato la Germania cercando fortuna altrove, e precisamente nella capitale russa per vestire la maglia della Dinamo Mosca. Il vizio del gol non l’ha di certo perso, anzi nelle sole due presenze finora collezionate nel campionato russo ha già messo a segno un gol (proprio nello scorso weekend) e anche molto pesante contro lo Zenit San Pietroburgo che sta dominando il torneo; Kevin ha portato addirittura in vantaggio la sua squadra sul campo dei capoclassifica, poi il risultato finale è stato 1-1, comunque ottimo visto che la squadra allenata da Luciano Spalletti veniva da 9 vittorie consecutive. Come si diceva, il nostro protagonista ha deciso di giocare per la nazionale tedesca, ne ha fatto parte dal 2003 fino al 2008 quando, causa incomprensioni con l’attuale selezionatore, è stato escluso: se in futuro tornerà a farne parte di sicuro sulla panchina della Germania non ci sarà più Low.

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