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SESSANTESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 03/03/2011

Anche se guardando fuori dalla finestra non sembra, capiamo che sta arrivando la primavera dal fatto che molti campionati si stanno risvegliando dal loro letargo invernale…e noi li seguiamo tutti!






SVIZZERA
Da inizio Febbraio sono riprese le ostilità in Svizzera e si sono disputate altre 4 importanti giornate. Avevamo lasciato questo torneo al suo esatto giro di boa con tre formazioni in lotta per il titolo finale, due solite note come Basilea e Zurigo e una new entry che risponde al nome di Lucerna. Questo nuovo inizio di campionato ha sorriso sicuramente ai campioni in carica, vecchie volpi orami di queste parti: 4 partite in cui sono arrivate altrettante vittorie inframezzate dall’uscita di scena in Europa League che però a conti fatti può solo far bene, infatti la decisione di non impiegare dall’inizio nel match di ritorno della competizione europea le stelle dell’attacco Alexander Frei e Marco Streller ne è la conferma ufficiale. Dunque questa serie di successi ha portato ad un piccolo strappo nelle prime posizioni della graduatoria lanciando il Basilea a +4 sulla seconda in classifica, lo Zurigo. Il team della maggiore città svizzera ha portato a casa in queste 4 partite 9 punti, il che è un buon risultato ma ovviamente non basta per stare al passo degli ormai rivali storici. A conti fatti quindi, chi ha risentito di più della pausa invernale è stato il Lucerna che con una sola vittoria e tre sconfitte si ritrova dall’aver festeggiato il titolo di “campione d’inverno” ad occupare la terza piazza ad 8 lunghezze dal primo posto e tallonato ad un punto dallo Young Boys. I gialloneri della capitale erano assieme al Basilea l’altra compagine che difendeva i colori del suo paese in Europa, ma al termine di un’appassionante sfida di andata e ritorno hanno dovuto cedere allo Zenit San Pietroburgo, lasciando così le competizioni europee orfane di club svizzeri. Infine curioso il caso di Mario Frick, vecchia conoscenza del nostro calcio e protagonista della rubrica “TOH, CHI SI RIVEDE” della puntata n. 32: disputata la prima parte di stagione con il San Gallo con cui aveva segnato una sola rete in 14 presenze, nel mercato di riparazione ha cambiato casacca passando al Grasshoppers; nella sua prima uscita con la nuova maglia il 6 Febbraio era opposto proprio alla sua ex squadra ed ha impiegato solo 8 minuti per andare in gol, senza contare poi che da quel giorno non ha più trovato la via della rete.

INGHILTERRA
Premier League sempre appassionante, il campionato più bello del mondo continua a riservare spettacolo ed emozioni senza soluzioni di causa. Già detto della crisi del Chelsea negli appuntamenti precedenti (l’ultimo nella puntata n. 54) gli uomini di Ancelotti hanno avuto un sussulto d’orgoglio nel recupero della 18’ giornata infliggendo la seconda sconfitta stagionale (seppur aiutati da un rigore generoso) al Manchester United primo in classifica. In ogni caso la rimonta per i blues è praticamente impossibile, importante diventa la conquista di un posto Champions per l’anno prossimo senza subire eccessive distrazioni dagli impegni della Champions di quest’anno che è sicuramente il primo obiettivo dichiarato da anni. Come si diceva dunque lo United è incappato nel secondo KO stagionale rallentando la sua corsa verso il titolo e dando la possibilità all’Arsenal di portarsi ad un solo punto se dovesse vincere la partita in meno. Arsenal che veramente fa sognare i tifosi, squadra giovane capace di trovare sempre nuovi talenti e capace di lottare su tutti i fronti; quello che manca all’undici di Wenger è la cattiveria sportiva, quell’essere un po’ cannibali che nel calcio serve per arrivare alla conquista dei trofei e non solo all’ottima partecipazione. Infatti nello scorso weekend i gunners hanno detto addio al primo obiettivo che si sono giocati, cioè la finale di Curling Cup, persa per 2-1 contro il Birmingham; ora rimangono vivi altri 3 bersagli, campionato, Champions League ed FA Cup. Chi sta deludendo particolarmente è il Manchester City visto che dopo il mercato invernale si pensava potesse davvero già lottare per lo scudetto; la pratica è sicuramente da rimandare all’anno prossimo, Dzeko fa fatica ad ambientarsi in questo nuovo campionato )per lui sono arrivati gol solo in FA Cup e in Europa League) e negli scontri diretti si gira sempre il solito film, il City non esce mai vittorioso. Appassionante è anche la zona retrocessione riservata alle squadre che iniziano con la “W”: si giocano un posto in Premier League West Bromwich Albion, Wolverhampton, West Ham e Wigan.

GRECIA
Ci spostiamo nuovamente in terra ellenica, dopo averlo fatto l’ultima volta nella puntata n. 56, per tracciare un quadro preciso della situazione dopo 24 turni giocati. Il campionato greco sarà uno di quelli con svolgimento durante l’anno solare che finirà prima, a metà Aprile per la precisione ci restituirà il nome della squadra vincitrice. A dire il vero se il club che è al primo posto continuerà così forse il verdetto arriverà anche prima dato il vantaggio che sta accumulando: la squadra in questione naturalmente è l’Olympiakos che due settimane fa ha messo il sigillo sullo scudetto n. 38 battendo nello scontro diretto casalingo il Panathinaikos per 2-1 allontanandolo a 10 punti. Se poi succede che nel turno successivo il Panathinaikos non va oltre il pareggio permettendo ai rivali di giocare sul velluto la propria sfida (infatti l’eccessivo relax ha portato ad un pareggio anche l’Olympiakos che ha interrotto la striscia di 11 vittorie consecutive) allora significa che il torneo è davvero virtualmente terminato. Rimane più che mai aperta invece la lotta ai posti che permettono l’accesso al girone successivo alla fine della regular season (vi parteciperanno le 4 squadre che finiranno la stagione dal 2° al 5° posto): se un posto è già sicuramente appannaggio dei verdi campioni in carica per gli altri 3 la sfida è appassionante. Il PAOK Salonicco sogna l’impresa dell’anno passato dove riuscì a qualificarsi per la massima competizione europea proprio in questo modo, ma ora come ora ne sarebbe fuori anche se per la verità grazie alla partita in meno potrebbe scavalcare due squadre ed issarsi al terzo posto. Per i bianconeri comunque il periodo non è per niente felice, solo un punto conquistato nelle ultime 4 partite è un bottino da mettere i brividi. Oltre al Kavala (di cui abbiamo parlato nell’appuntamento precedente) un’altra graditissima sorpresa è rappresentata dai neopromossi dell’ASK Olympiakos, un giovane team formatosi da alcune fusioni che sta disputando un eccellente stagione: oltre al quarto posto in campionato si dovrà giocare le semifinali di Coppa di Grecia.

INGHILTERRA
La Championship non conosce soste e procede spedita per completare il suo lunghissimo calendario composto da 46 giornate più i playoff. Grazie ai diversi recuperi giocati ora quasi tutte le squadre hanno lo stesso numero di partite giocate e questo ci permette di delineare un quadro più chiaro della situazione. La classifica è sempre guidata dal Queens Park Rangers che dopo un periodo di appannamento è tornata a marciare convinta verso la promozione diretta. Il ritorno in Premier League da queste parti di Londra si attende dal 1996 e questo sembra l’anno giusto: Dicembre è stato il mese nero ma ora il peggio sembra passato, l’ex team di Briatore imbattuto da 10 partite (5 vittorie e 5 pareggi) vanta 5 punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Il secondo gradino del podio (che vale anch’esso la promozione diretta) è occupato dallo Swansea che si distingue tra i team di testa come quello che pareggia meno, di riflesso però risulta anche quello che ha ottenuto più vittorie di tutti. Altre tre formazioni citate negli appuntamenti precedenti stanno continuando la loro marcia verso l’obiettivo minimo dei playoff e sono Cardiff, Nottingham Forest e Norwich. Ultimamente è un po’ calato l’andamento del Leeds che potrebbe essere scalzato al sesto posto dall’unico undici di testa che deve recuperare due partite, cioè il Burnley, retrocesso l’anno passato dalla Premier League. Nella puntata n. 54 parlavamo di quanto fosse strano il Watford, in quanto è riuscito ad ottenere 6 vittorie di fila tra Dicembre e Gennaio dopo che per 7 gare consecutive non aveva ottenuto i 3 punti: ebbene l’incapacità di vincere si è rifatta viva e ora sono di nuovo 8 i match senza vittoria, praticamente ha detto addio ai sogni di gloria. Infine una nota di merito per il Reading, unica formazione di Championship ancora in corsa nell’FA Cup, la tanto amata coppa degli inglesi; nell’ultimo turno hanno fatto fuori l’Everton e in precedenza il West Bromwich Albion, sale già l’attesa per la sfida dei quarti di finale contro il Manchester City.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
Completiamo il giro dei campionati scandinavi terminati a fine 2010 per celebrare i loro bomber. Dopo Svezia e Norvegia quindi facciamo tappa in Finlandia dove si disputa un torneo poco noto e per questo motivo anche il capocannoniere risulterà un nome sconosciuto. Il nome in questione è JUHO MAKELA, nato 27 anni fa in Finlandia che nell’arco del 2010 ha siglato con la maglia dell’HJK Helsinki 16 reti in 24 presenze. Doppia soddisfazione dunque per lui che grazie ai suoi gol è riuscito a portare lo scudetto n. 23 nella capitale. Gli riesce così un’accoppiata che nel 2005 gli era sfuggita di un soffio: anche 5 anni fa si laureò capocannoniere del campionato finlandese (in quell’occasione 15 reti in 25 presenze), ma la sua squadra non andò oltre un secondo posto finale. Il nostro protagonista è legato a doppio filo con il club biancoblu, considerato che proprio con questa maglia ha raggiunto i massimi successi sportivi e visto che nella capitale ha fatto più volte ritorno. Infatti Makela ha già tentato esperienze all’estero quando nel Gennaio 2006 venne acquistato dagli scozzesi dell’Hearts, ma in questo club ha sempre trovato poco spazio e dopo un paio di prestiti (prima in Svizzera al Thun e poi in Finlandia sempre al suo club di origine) torna a titolo definitivo all’HJK Helsinki con cui vince gli scudetti 2009 e 2010. Al termine della stagione passata sente ancora forte la voglia di misurarsi con un campionato diverso da quello di casa dove in pratica non ha più traguardi da superare e così si trasferisce dall’altra parte del mondo e precisamente in Australia. Il Sidney FC, team della massima serie australiana rileva il suo cartellino e lui ricambia subito con 2 reti nelle prime apparizioni; vedremo se il nostro riuscirà finalmente a trovare gloria anche all’estero o se sarà destinato a rimanere solamente profeta in patria.


Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
Un campione che ha fatto grande il calcio italiano scaricato malamente dal calcio italiano: Mauro German Camoranesi, uno degli oriundi più famosi che ha vestito la maglia azzurra e che ha contribuito in modo determinante alla conquista del quarto titolo mondiale della nostra nazionale, ha lasciato il Belpaese sbattendo un po’ la porta. In effetti il 34enne esterno di centrocampo (in alto nella foto) che in Italia si è fermato 10 anni ha dovuto abbandonare la maglia bianconera della Juventus per trasferirsi in Germania allo Stoccarda, ma dopo pochi mesi e meno minuti giocati ha deciso il suo rientro in patria per ritrovare continuità di prestazioni e con essa una maglia da titolare. A convincerlo a fare questo passo è stato il Lanus, club che vanta nel suo palmares un solo Torneo di Apertura vinto però di recente e per questo deciso a ripetersi presto. Dicevamo che Camoranesi è stato scaricato da tutto il sistema calcio italiano, che da sempre non si distingue per riconoscenza: i primi a non sopportarlo più erano proprio i tifosi della Juventus, stufi di dover sopportare in rosa questo giocatore strapagato falcidiato continuamente da infortuni, ma che dava ormai l’impressione di non avere più voglia di tirare la carretta. Quegli stessi tifosi però hanno dimenticato in fretta il fatto che il campione argentino (naturalizzato italiano) aveva sposato la causa bianconera seguendo la Vecchia Signora anche nella sciagurata stagione della retrocessione in Serie B. La poca gratitudine è arrivata più in generale anche da tutto il resto del mondo pallonaro, soprattutto quelli che si dichiarano per primi sostenitori della nazionale: se n’è andato un grande di Germania 2006 e nessuno ci ha fatto una piega affrettandosi ad additarlo come “finito”. Per fortuna la storia scritta non si cancella e qualsiasi amante del calcio deve solo levarsi il cappello al cospetto di questo grande campione che il nostro paese faticherà a rimpiazzare.

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