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SESSANTADUESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 17/03/2011

Puntata interamente dedicata a campionati meno noti, ma non per questo meno appassionanti…di ritorno dalle ferie invernali spesso le cose cambiano e vale la pena seguire da vicino gli sviluppi.






UNGHERIA
Altro torneo, quello magiaro, dalla lunga pausa invernale che ha ripreso le operazioni da poche settimane. Come già spiegato negli appuntamenti precedenti il campionato è saldamente nelle mani del Videoton, squadra che nella sua storia non ha mai assaporato la gioia della vittoria finale. Abbiamo voluto soffermarci da queste parti proprio questa settimana perché nello scorso weekend si è giocato un match importantissimo, cioè Ferencvaros-Videoton, la seconda contro la prima. Il mitico Ferencvaros, risalito dalla Seconda Divisione da due anni dopo il crack finanziario che l’ha travolto, sta pian pianino risalendo la china e da qualche giornata ha vestito i panni di vera antagonista dei capoclassifica complice la crisi del Debrecen, team pigliatutto da diversi anni in Ungheria. Succede quindi che il calendario ha in programma lo scontro diretto tra le prime due e il risultato che ne esce (0-5 per il Videoton e vantaggio che sale a 9 punti) non lascia dubbi su quale sarà il prossimo nome da iscrivere nell’albo d’oro. Se qualcuno ci dovesse seguire da Szekesfehervar è autorizzato a fare tutti gli scongiuri del caso, comunque questo sembra essere davvero l’anno giusto per i rossoblu. Detto questo crediamo che nelle prossime puntate dedicate all’Ungheria ci dedicheremo più che altro all’analisi della conquista dei posti validi per l’Europa League (seconda e terza piazza oltre alla vincente la Coppa nazionale). Per questo obiettivo diverse squadre sono in lizza tra cui proprio il Debrecen chiamato più delle altre a non fallire Anche per lo stesso Ferencvaros l’affacciarsi nuovamente nel panorama europeo dopo 5 anni sarebbe un segnale forte. Vedremo più avanti lo svilupparsi di tutte queste situazioni, dal nostro inviato è tutto.

SERBIA
Anche in Serbia le giornate giocate dopo la pausa invernale sono 3 e la musica non è cambiata, anzi. I temi più appassionanti di questa ripresa erano senz’altro la valutazione dell’operato di Prosinecki sulla panchina della Stella Rossa (il croato ha preso il comando delle operazioni proprio dopo l’ultima giornata della prima parte di torneo) e vedere se il Partizan Belgrado post-Cleo (l’attaccante brasiliano appetito da molti club che alla fine ha deciso di accettare le offerte provenienti dalla Cina) mantenesse la sua forza d’urto contro ogni avversario. Le prime risposte pervenute sono positive per entrambe: l’ex campione della Stella Rossa anche in panchina sta ottenendo ottimi risultati, certo il periodo preso in considerazione è molto breve però 3 vittorie in altrettante partite sono un buon punto di partenza; per quanto riguarda invece il Partizan Belgrado alle prese con la sostituzione del suo bomber principe Cleo (al momento di lasciare il club era capocannoniere del torneo), segnaliamo che la punta presa in prestito dai tedeschi dell’Hoffenheim, vale a dire il ghanese Prince Tagoe, sta facendo più che bene (4 marcature in 3 presenze è il miglior biglietto da visita che ci si potesse aspettare). Il nuovo attaccante dunque per ora non fa rimpiangere il partente e va a formare un’ottima coppia con Ivica Iliev (ex Messina e genoa). Venendo all’andamento del campionato, come dicevamo all’inizio la musica è sempre quella, il Partizan Belgrado ha ripreso il suo cammino esattamente dove si era interrotto e ha portato la sua serie di vittorie consecutive a 11 lasciando ben poca speranza di rimonta agli avversari. La Stella Rossa mantiene a 5 punti l’ammontare del suo distacco e ovviamente guarda alla sfida diretta di fine Aprile come tappa cruciale per potersi avvicinare. Intanto anche la Coppa nazionale mette di fronte i due colossi della capitale nella semifinale che si giocherà con andata e ritorno…la sfida continua.

REPUBBLICA CECA
Il calcio è veramente strano e chi, come noi, lo segue a tutti i livelli, ma soprattutto chi è appassionato di scommesse e ogni fine settimana attende i risultati dei più disparati tornei con in mano la propria schedina sperando di vincere qualche soldino, lo sa bene. Questa premessa ci serve per introdurre gli sviluppi del campionato ceco giunto alla 20’ giornata quindi a 10 dal termine. Ci eravamo lasciati prima della pausa invernale con il Viktoria Plzen sempre in testa alla classifica ma con un margine ridotto a 4 punti, complici da una parte un paio di risultati negativi loro e dall’altra la marcia trionfale della diretta inseguitrice (lo Sparta Praga) che aveva inanellato 5 vittorie consecutive. Da fine Febbraio si è tornato a giocare e le cose sembravano riprendere dallo stesso punto dove si erano dovute interrompere: lo Sparta Praga vince due partite ancora e allunga la serie di successi a 7 e il Viktoria Plzen incappa in un nuovo pareggio, il tutto tradotto in soldoni significa vantaggio di sole due lunghezze. Si arriva così allo scorso weekend quando il calendario propone nientemeno che lo scontro diretto: se pensiamo all’inerzia dei risultati precedenti e ci aggiungiamo l’esperienza delle due squadre, cioè poca per chi guida la graduatoria visto che non hanno mai vinto il campionato e tanta per gli inseguitori essendo il club più titolato, il pronostico più plausibile era la vittoria dei capitolini. Invece il match termina col risultato di 1-0 per il Viktoria Plzen che fa così il pieno di punti (ora +5 sulla seconda), entusiasmo e fiducia per la prosecuzione del sogno di inizio stagione, vincere il primo storico scudetto nell’anno del centenario. Per il resto della classifica segnaliamo il terzo posto dello Jablonec che occupa l’ultimo posto valido per la qualificazione all’Europa League e la crisi continua dello Slavia Praga campione solo due anni fa il quale al settimo posto finale dell’anno passato sta replicando un ottavo posto odierno.

POLONIA
Anche in Polonia si sono riaccesi i riflettori sul campionato dopo la consueta pausa di 3 mesi. Nell’ultimo appuntamento (vedere la puntata n. 54) avevamo dato il nome della squadra laureatasi campione d’inverno con una certa sorpresa, lo Jagiellonia Bialystok, ora dopo 3 turni dobbiamo rendere conto di notevoli cambiamenti ai vertici della classifica. Che i battistrada fossero in crisi era già noto, ma alla ripresa delle ostilità le cose sono addirittura peggiorate: in queste tre partite del 2011 sono solo 2 i punti racimolati che fanno così risalire l’ultima vittoria al 20 Novembre scorso, cioè 4 turni fa. L’appuntamento con il primo titolo può considerarsi rimandato anche perché sono in arrivo due trasferte contro due delle squadre più in forma del torneo, il Lech Poznan e il Wisla Cracovia. Proprio quest’ultimi sono il nuovo team che occupa il primo gradino del podio (4 punti di vantaggio sulla seconda), nuovo si fa per dire perché negli ultimi anni la sorpresa è vedere il Wisla Cracovia lontano dal primo posto piuttosto che occuparlo. Nonostante le numerose operazioni di mercato che in Gennaio hanno cambiato volto alla squadra gli ex campioni di Polonia continuano la loro risalita (pensate che dopo l’11° turno occupavano l’ottavo posto a -10 dalla vetta) grazie alle 7 vittorie consecutive con un solo gol subito. Citavamo anche il Lech Poznan, ricordate i recenti avversari della Juventus in Europa League che fino alla 13’ giornata erano penultimi? Bene, finalmente si sono ricordati di essere i campioni in carica e sono riusciti a dare una scossa alla loro stagione fissando l’obiettivo al terzo posto per poter accedere alle coppe europee, traguardo non facile ma ancora possibile. Il terzo posto ora lo occupa il Legia Varsavia che ha già messo nel mirino lo Jagiellonia Bialystok distante solo un punto per evitare un turno preliminare di Europa League e mettere un po’ di pressione al Wisla Cracovia.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
Brasile, terra sconfinata che sforna talenti calcistici a ripetizione. Brasile, terra di campioni votati all’attacco che vedono il calcio con occhio offensivo come nessuno mai. Brasile, terra di partenza per raggiungere campionati lontani in grado di poter offrire la consacrazione e tanti soldi. Questo e tante altre cose ancora è il “continente” verdeoro dal punto di vista calcistico. In questo spazio, come sapete, andiamo a celebrare i capocannonieri di tutti i tornei nazionali e in questa puntata tocca, appunto, al Brasile. Nella massima serie appena conclusa vinta dalla Fluminense si è laureato goleador l’attaccante del Gremio JONAS GONCALVES (27 anni il prossimo 1° Aprile) con 23 reti segnate in 32 presenze e come per magia ecco pronto un contratto offerto da un team europeo che non poteva essere rifiutato. Il Valencia si è assicurato il giovane talento prelevandolo nel mercato di Gennaio a titolo definitivo augurandosi di trovare in lui la stella del futuro. Dal suo arrivo in Spagna ha messo insieme 5 spezzoni di partita siglando anche il suo primo gol nella vittoria in rimonta 2-1 contro l’Atletico Bilbao. Crediamo che tutti i club di spicco del vecchio continente dovrebbero avere attenti osservatori fissi in Sudamerica, è risaputo che i maggiori talenti di sempre provengono da quei posti e spesso e volentieri si riescono a fare affari incredibili; anche Jonas è stato pagato una cifra molto bassa e siamo sicuri che la cifra spesa sarà abbondantemente ripagata dalle sue prestazioni, moltiplicandone il valore. Detto questo, consigliamo di seguire il prosieguo della Liga dando sempre un’occhiata ai tabellini del Valencia per scoprire se il nostro pur cambiando aria non ha perso il fiuto del gol.


Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
Questa settimana siamo andati a ripescare un grande personaggio del mondo del pallone che incarna perfettamente la classica definizione “genio e sregolatezza”. Stiamo parlando di Ariel Ortega (nella foto in alto), fuoriclasse argentino che calca i campi di gioco da 20 anni e che ha fatto impazzire le tifoserie di mezzo mondo. Dopo aver esordito giovanissimo nel River Plate, nella gloriosa squadra del suo paese si mette in luce vincendo anche una Coppa Libertadores e riesce a conquistare i dirigenti di importanti club europei con in prima fila il Valencia che se ne assicura le prestazioni. Dopo un anno e mezzo in Spagna “El burrito” (come viene soprannominato) sbarca in Italia per vestire la maglia della Sampdoria prima e del Parma poi. La sua avventura nel Belpaese dura solo due anni, divisi tra le due società appena citate con scarsa fortuna, pensate che con la Sampdoria vive l’anno della retrocessione in Serie B. Al termine di queste esperienze Ortega torna a casa, il River Plate gli offre la possibilità di rilanciarsi e lui la coglie al volo dimostrandosi ancora ad alto livello. In seguito il nostro tenterà nuovamente fortuna fuori dal suo paese (Tuchia ed Emirati Arabi Uniti), ma le imprese migliori per lui rimarranno sempre quelle messe in atto entro i confini patriottici. All’inizio etichettavamo Ortega come “genio e sregolatezza” e il motivo è semplice: l’asso argentino ha sempre unito alla sua indiscutibile classe cristallina un carattere difficile e noti problemi di alcolismo. Questo ha fatto sì che il suo talento non venisse espresso totalmente, ma ciononostante Ariel a 37 anni suonati non ha ancora appeso le scarpette al chiodo: di proprietà ancora del River Plate, senza dubbio tra gioie e dolori la squadra della sua vita, è stato prestato nella stagione corrente (Clausura 2011) ai neopromossi dell’All Boys (che in porta ha Nicolas Cambiasso, fratello del più famoso Esteban), team con sede nei sobborghi di Bueons Aires. Il giocatore di cui abbiamo parlato questa settimana in un modo o nell’altro rimarrà iscritto tra i grandi di questo sport e forti sono i rimpianti per non averlo visto ottenere quello che avrebbe meritato.

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