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NEWS - LE DUE FACCE DELLA PULCE
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LE DUE FACCE DELLA PULCE

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati-SETTANTOTTESIMA PUNTATA
Il Resto del mondo - 21/07/2011

COPPA AMERICA

Avete già capito di chi vogliamo parlare, del giocatore in attività che indiscutibilmente è ritenuto il più forte al mondo, Lionel Messi, chiamato per via del suo fisico minuto, con simpatia, “la pulce”. Grazie alle sue giocate e alla caterva di gol messi a segno con la maglia del Barcellona, ha fatto vincere al suo club trofei a raffica e di conseguenza lui stesso ha fatto incetta di premi individuali. Alla giovane età di 24 anni possiede già un infinito palmares da far invidia ai più grandi di sempre tanto che sempre più spesso si sente accostare il suo nome a quello del suo più illustre connazionale (in perenne lotta con Pelè per essere considerato il più grande di sempre) Diego Armando Maradona. Dunque tutto perfetto direte voi, eh no, c’è un problema: tutto quello di buono che Messi riesce a fare a Barcellona non riesce neanche lontanamente a replicarlo quando la casacca che indossa è quella biancoazzurra della sua nazionale. Naturalmente scriviamo questo pezzo all’indomani dell’eliminazione dell’Argentina, dalla Coppa America giocata in casa, per mano dell’Uruguay ai quarti di finale, ulteriore conferma di tutte le altre manifestazioni internazionali disputate dalla “pulce”.



A parte gli appuntamenti giovanili sono già due le Coppe del Mondo e le Coppe America giocate da Messi; la prima massima competizione internazionale fu nel 2006 in Germania quando ancora aveva 19 anni e a sua discolpa si poteva ancora annoverare la poca esperienza, fatto sta che in quell’occasione fu impiegato poco, tre presenze (una sola da titolare) in cinque partite e segnò un gol nel 6-0 alla Serbia Montenegro, esito finale, Argentina eliminata ai quarti. L’anno successivo si giocò la Coppa America in Venezuela con la missione argentina di riscattare l’edizione precedente quando la Coppa fu persa in finale contro il Brasile: Messi venne impiagato con più frequenza, totalizza due reti (una nei quarti e una in semifinale), ma la delusione arriva di nuovo all’ultimo atto quando ancora contri i rivali di sempre il trofeo si tinge di verdeoro con un secco 3-0. Passano 3 anni e si arriva ai Mondiali sudafricani, la corazzata biancazzurra arriva carica di aspettative, oltre ad un Messi in splendida forma in panchina siede nientepopodimeno che El Pibe de Oro Maradona, il quale si culla per bene il suo gioiello riempiendolo in continuazione di belle parole speranzoso che questa possa essere davvero l’occasione giusta per la sua consacrazione; niente da fare, Messi gioca da titolare e per intero tutte e cinque le partite della sua squadra ma non riesce né ad andare in rete né a dare l’impressione di poter trascinare i suoi verso la vittoria finale, esito, Argentina fuori ai quarti. Arriviamo alla Coppa America 2011 tuttora in corso, quella che la seleccion gioca in casa e di nuovo tutti gli occhi sono puntati su di lui, fresco di una nuova Champions League vinta e fatta vincere e di un nuovo Pallone d’Oro in bacheca: anche qui impiegato assiduamente dal suo allenatore fin dalla prima partita ha dovuto abbandonare il torneo assieme ai suoi compagni nei quarti di finale contro l’Uruguay ai rigori con zero reti all’attivo in tutta la manifestazione. Ora, con queste parole non vogliamo certo ridimensionare la grandezza del campione a cui siamo di fronte, ma è innegabile che con la maglia della nazionale qualcosa non vada: saranno le troppe responsabilità di cui è caricato ogni volta (e lo sarà sempre di più in futuro), sarà il modulo di gioco che non gli è congeniale, saranno i compagni che non lo sanno mettere a proprio agio come al Barcellona? Non lo sappiamo, ma intanto per toglierci qualche dubbio proviamo a suggerire una prima soluzione alla Federazione argentina: assumere Guardiola come selezionatore per i Mondiali 2014, quelli che si giocheranno in Brasile…e abbiamo già detto tutto.



Proseguiamo con l’analisi della Coppa America in corso che, all’eliminazione del paese ospitante ha aggiunto altre grandi sorprese. L’altro colosso uscito dal torneo è il Brasile che, nonostante sapesse già il destino degli eterni rivali giocando dopo, non è riuscito a superare l’ostacolo Paraguay facendosi inguaiare fino ai calci di rigore dove i verdeoro sono stati disastrosi. A dire il vero i campioni in carica, fin dal girone avevano dimostrato di non essere in grande forma, forse il lancio dei futuri gioiellini Ganso e Neymar è stato un po’ prematuro sacrificando campioni affermati ed esperti che in queste manifestazioni avrebbero potuto fare la differenza. Detto delle due corazzate, nei quarti di finale anche le altre due qualificate sono sicuramente state delle sorprese, visto che Cile e Colombia erano additate dalla maggior parte degli addetti ai lavori come ottime squadre e possibili exploit. Il Cile di Sanchez si è fatto beffare dal Venezuela e la Colombia di Falcao ha fatto harakiri contro il Perù confermando a tutto il mondo la “pazzia” calcistica del continente sudamericano. In semifinale quindi, contro ogni pronostico, si sono ritrovate Uruguay, Perù, Paraguay e Venezuela: a ragion veduta la selezione di Tabarez si è trovata in una condizione di privilegio per poter vincere la Coppa spiccando nel lotto delle pretendenti. La “celeste” infatti assolve il suo compito battendo il Perù e raggiunge la finale di Domenica sera dove ad attenderla ci sarà il Paraguay che ancora ai rigori ha avuto ragione del Venezuela. Non sappiamo come finirà questa affascinante finale inedita, ma crediamo che l’occasione sia più ghiotta per l’Uruguay che a questo punto non deve fallire il bersaglio grosso confermando l’ottimo Mondiale di un anno fa. Il Paraguay dal canto suo attende di giocare una finale da più di trent’anni e l’unica volta che l’ha fatto ne è uscito vincitore, vedremo se ci riuscirà anche stavolta, magari ancora ai calci di rigore!





Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL

Di bomber in bomber arriviamo a parlare dell’ultimo capocannoniere, in ordine di tempo, del campionato belga: IVAN PERISIC. Come si evince molto chiaramente dal nome, il nostro protagonista è di origini croate anche se fino a questo momento ha sviluppato l’intera sua carriera lontano da casa. 22 anni appena compiuti, Perisic ha vinto la classifica marcatori dell’ultimo campionato belga con la maglia del Bruges segnando 22 reti in 37 partite: al secondo anno tra le fila dei nerazzurri ha militato in precedenza in Francia nel Sochaux e ancora in Belgio nel Roeselare. E’ stata però proprio l’ultima stagione disputata quella che l’ha visto esplodere e salire alla ribalta del grande palcoscenico calcistico europeo tanto da far cadere su di lui le attenzioni di diversi club del vecchio continente. L’ha spuntata il club neocampione di Germania, quel Borussia Dortmund che riserva sempre particolari attenzioni ai giovani bomber che si mettono in evidenza nei vari campionati (risale a soli 12 mesi fa l’acquisto di Robert Lewandowski, giovane attaccante polacco che ha poi contribuito alla conquista dello scudetto da parte dei tedeschi, vedere la puntata n. 36). Visti i risultati quindi, le dirigenze delle squadre italiane molte volte dovrebbero anticipare i movimenti di staff più arguti che riescono a mettere le mani su gioielli neanche troppo nascosti. Anche il capocannoniere dell’anno passato, quel Romelu Lukaku che in tanti vorrebbero strappare all’Anderlecht ma che l’Anderlecht è riuscito finora a trattenere, si è confermato su ottimi livelli, addirittura migliorando il suo score di una stagione fa (16 reti nel 2010/11 contro le 15 del 2009/10); le sue 18 primavere appena compiute lo rendono un pezzo pregiatissimo anche del mercato in corso ma qui forse è troppo tardi per riuscire ad averlo a cifre “normali”. Tornando a Perisic, siamo tutti curiosi di vedere che spazio riuscirà a ritagliarsi nel gialloneri di Dortmund che nella stagione ormai alle porte dovranno difendere il titolo appena vinto e cimentarsi nella Champions League da assoluti protagonisti: noi scommettiamo sul talento del ragazzo di Spalato, i croati raramente deludono!

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Gianlu85
commento del 22/07/2011 alle 12:17 in risposta a
Boccia
mercati sei licenziato. Sbrocchi assunto.

Ah ah ah ah!! Che onore!!
RISPONDI

Boccia
commento del 22/07/2011 alle 11:59 in risposta a
wjuventus2
Eh sì, quoto in pieno il tuo intervento, e infatti il succo dell'articolo è più o meno questo...

mercati sei licenziato. Sbrocchi assunto.
RISPONDI

wjuventus2
commento del 22/07/2011 alle 11:18 in risposta a
Gianlu85
Io penso solo una cosa.. Se davvero vuoi dimostrare di essere il numero uno, non solo del mondo, ma della STORIA DEL CALCIO, non basta segnare 50 gol all'anno in quella che è al momento la squadra più forte al mondo e una delle squadre più forti della storia. Troppo facile cosi perchè si mescolano doti fantastiche che ha questo giocatore a una squadra rodata e che gioca a memoria da anni. Il fatto che lui in nazionale si ridimensioni notevolmente non può essere un caso. Non riesce a fare nemmeno 1/5 di quello che fa al Barcellona! Eppure l'Argentina dovrebbe essere una delle nazionali più forti al mondo e ogni CT ha sempre puntato su di lui. Forse troppe responsabilità sulle sue spalle? Può essere, ma a questo punto dimostra di avere poco carisma e di non essere un leader. Maradona non era solo superiore agli altri tecnicamente ma era un leader, un uomo carismatico in grado di trascinare da solo la sua squadra. Un mondiale vinto e una finale 4 anni dopo, 2 scudetti e una UEFA vinti con il NAPOLI (che di certo non era la squadra più forte!). Messi per dimostrare di essere davvero un giocatore che ha fatto la storia dovrebbe quanto meno provare a cambiare squadra e misurarsi in altri campionati. Ha dalla sua che è giovane (24 anni) e per la Nazionale avrà tempo di riscattarsi però accontentiamoci di dire che è il più forte al mondo in questo momento. Io non scomoderei ancora gente come MARADONA, DI STEFANO, PELE', PLATINI e in età moderna ZIDANE e RONALDO (grandissimi trascinatori e leader e che in campo facevano la differenza in qualsiasi club e in nazionale..).

Eh sì, quoto in pieno il tuo intervento, e infatti il succo dell'articolo è più o meno questo...
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Gianlu85
commento del 22/07/2011 alle 09:06 in risposta a
amante di messi
appare chiaro che l'autore della rubrica non apprezza il più forte giocatore di sempre: Messi.. o forse perchè in una epica cena era l'unico che diceva che non ci sarà mai paragone tra messi e maradona...e questa è la sua vendetta...verso i commensali che lo insultavano...

mi tengo stretto questo articolo e lo ritireremo fuori a tempo debito...

Io penso solo una cosa.. Se davvero vuoi dimostrare di essere il numero uno, non solo del mondo, ma della STORIA DEL CALCIO, non basta segnare 50 gol all'anno in quella che è al momento la squadra più forte al mondo e una delle squadre più forti della storia. Troppo facile cosi perchè si mescolano doti fantastiche che ha questo giocatore a una squadra rodata e che gioca a memoria da anni. Il fatto che lui in nazionale si ridimensioni notevolmente non può essere un caso. Non riesce a fare nemmeno 1/5 di quello che fa al Barcellona! Eppure l'Argentina dovrebbe essere una delle nazionali più forti al mondo e ogni CT ha sempre puntato su di lui. Forse troppe responsabilità sulle sue spalle? Può essere, ma a questo punto dimostra di avere poco carisma e di non essere un leader. Maradona non era solo superiore agli altri tecnicamente ma era un leader, un uomo carismatico in grado di trascinare da solo la sua squadra. Un mondiale vinto e una finale 4 anni dopo, 2 scudetti e una UEFA vinti con il NAPOLI (che di certo non era la squadra più forte!). Messi per dimostrare di essere davvero un giocatore che ha fatto la storia dovrebbe quanto meno provare a cambiare squadra e misurarsi in altri campionati. Ha dalla sua che è giovane (24 anni) e per la Nazionale avrà tempo di riscattarsi però accontentiamoci di dire che è il più forte al mondo in questo momento. Io non scomoderei ancora gente come MARADONA, DI STEFANO, PELE', PLATINI e in età moderna ZIDANE e RONALDO (grandissimi trascinatori e leader e che in campo facevano la differenza in qualsiasi club e in nazionale..).
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wjuventus2
commento del 21/07/2011 alle 21:20 in risposta a
amante di messi
appare chiaro che l'autore della rubrica non apprezza il più forte giocatore di sempre: Messi.. o forse perchè in una epica cena era l'unico che diceva che non ci sarà mai paragone tra messi e maradona...e questa è la sua vendetta...verso i commensali che lo insultavano...

mi tengo stretto questo articolo e lo ritireremo fuori a tempo debito...

Non è vero che non l'apprezzo, dai un'occhiata alla puntata n. 54 nella rubrica "IL PIATTO FORTE"...
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amante di messi
commento del 21/07/2011 alle 19:13

appare chiaro che l'autore della rubrica non apprezza il più forte giocatore di sempre: Messi.. o forse perchè in una epica cena era l'unico che diceva che non ci sarà mai paragone tra messi e maradona...e questa è la sua vendetta...verso i commensali che lo insultavano...

mi tengo stretto questo articolo e lo ritireremo fuori a tempo debito...
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