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10/11/2022 - MONTECCHIO: BAFFA ALLA GUIDA DEL SETTORE GIOVANILE "STIAMO LAVORANDO BENE E IL RAPPORTO CON L'ATALANTA CI AIUTA A CRESCERE"


10/11/2022 - Il Montecchio continua a crescere a livello di Settore giovanile e per farlo ha affidato la guida della sezione agonistica a Francesco Baffa, che ha raccolto l'eredità lasciata da Giorgio Sassi, oggi approdato alle Terre Matildiche. Ma chi è Francesco Baffa? Vediamo di conoscere qualcosa in più di lui e di come sta gestendo il vivaio giallorosso.
Francesco, raccontaci qualcosa di te. Come e quando hai iniziato ad allenare? Qual è stato il tuo percorso che ti ha portato ad essere responsabile del Settore giovanile del Montecchio?
"Ho iniziato ad allenare nel lontano 2007 quasi per gioco mentre ero iscritto all’università. Il mio primo incarico è stato collaboratore dei pulcini alla Reggio Calcio dove sono stato fino al 2010 con ruoli sempre nell’attività di base. A questo punto ho deciso di fondare e portare avanti una mia scuola calcio con l’Athletic Reggio Emilia (squadra che ho fondato con alcuni miei amici) e in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Anselmo a Reggio Emilia. Ma purtroppo sia per le spese e la mancanza di sponsorizzazioni, sia per il troppo tempo da dedicare al doppio ruolo di presidente e allenatore ho dovuto abbandonare il progetto. Sono cosi rientrato alla Reggio Calcio, nel 2018, abbandonando l’attività di base per incarichi nelle squadre dell’attività agonista dove ho fatto il viceallenatore Under 15 il primo anno e il collaboratore tecnico degli Allievi il secondo anno. Nel frattempo ho conseguito nel 2020 il patentino Uefa C. Nell’agosto 2020 sono entrato nel Montecchio come allenatore dell’Under 14 per due stagioni consecutive e da quest’anno sono diventato allenatore dell’under 15 e responsabile del settore giovanile. In realtà ho ripreso anche ad allenare i primi calci (anni 2016-2017) e la squadra esordienti delle ragazze nata da poco".
Che eredità ti ha lasciato Giorgio Sassi? Che settore giovanile hai trovato e da dove sei partito per continuare e magari migliorare il lavoro del tuo predecessore?
"Innanzitutto, ringrazio Giorgio per aver creduto in me quando cercavo una squadra da allenare, ci siamo subito trovati in sintonia e mi è molto dispiaciuto quando ha deciso di lasciare il Montecchio. Giorgio ha svolto un ottimo lavoro in un periodo come quello della pandemia in cui è riuscito a dare una organizzazione al settore giovanile del Montecchio e addirittura ad aumentare i numeri degli iscritti mentre altre realtà erano in difficoltà. Fiore all’occhiello, inoltre, è stata l’affiliazione all’Atalanta che vanta uno dei migliori settori giovanili in Italia.
Quindi è facile intuire che sono partito dalle basi che mi ha lasciato lui in eredità. Di mio sto aggiungendo, per prima cosa, tanto entusiasmo, il che mi porta ad essere costantemente sul campo a seguire le varie annate sia durante gli allenamenti che le partite cercando un costante confronto con gli allenatori. In futuro invece vorrei creare una metodologia integrata fra scuola calcio ed attività agonistica che permetta ad un ragazzo di seguire un iter formativo con dei principi di gioco identici per tutte le categorie che ha come obbiettivo quello di creare un “calciatore pensante” in grado di scegliere le varie soluzioni tattiche” senza troppi rigidismi dovuti al fatto che un allenatore scelga il risultato alla formazione del ragazzo che deve essere il nostro primo obbiettivo come scuola calcio . Perché sono dell’idea che se non si mette un ragazzo nelle condizioni di imparare e di imparare a scegliere allora non lo stiamo più allenando/formando. Per questo vorrei coinvolgere tutti gli allenatori attraverso una costante formazione sia interna che esterna anche attraverso il nostro rapporto con l’Atalanta. In tal senso cercheremo almeno mensilmente o bimestralmente di organizzare corsi interni per provare a confrontarci con le problematiche riscontrate e trovare soluzioni comuni sempre seguendo quello che è la nostra filosofia".
Nello specifico, analizzando squadra per squadra, puoi stilare un breve bilancio delle formazioni che sono sotto la tua egida?
"Attualmente le formazioni che seguo sono l’Under 17, l’Under 15 Figc e Csi, L’Under 14. La pandemia, purtroppo, ci ha penalizzato con i ragazzi del 2007 e per questo non siamo riusciti ad organizzare anche l’Under 16. L’Under 17 affidata a mister Bottarelli è costituita da una rosa profonda con l’aggiunta anche di alcuni ragazzi del 2007. Ci sono alcune buone individualità che stanno cominciando anche a fare qualche allenamento con la Juniores. L’Under 15 è il gruppo più numeroso ne abbiamo 36 e che fra l’altro alleno personalmente. Ho deciso di farli allenare tutti insieme convinto dall’idea, a questa età, che i ragazzi più indietro allenandosi con quelli più avanti possano migliorare senza perdere qualità in questi ultimi. Per le convocazioni poi li suddividiamo nelle due squadre che partecipano al campionato Figc e Csi e per ora con discreti risultati. Alcuni di loro sono stati convocati anche nella rappresentativa provinciale.
L’Under 14 è invece affidata a mister Milillo, stanno un po' pagando il salto dal campo a 9 al campo a 11 per via del fatto che non sono ancora fisicamente strutturati ma penso che alcune buone individualità e i miglioramenti che sto vedendo sotto il profilo tecnico, tattico e fisico mi fanno ben sperare per il futuro".
Come ti trovi a collaborare con Antonino Barillà, che si occupa invece della Scuola calcio e con Samuele Ferrari che coordina la parte logistica di tutto il vivaio? Come vi siete divisi i compiti?
"Con Antonino ci sentiamo regolarmente più di una volta al giorno a momenti. E’ stato lui a propormi alla società come responsabile del settore giovanile perché vediamo il calcio alla stessa maniera. E’ con lui che stiamo cercando di portare avanti il progetto di creare una metodologia integrata che inglobi scuola calcio ed attività agonistica. Anche con Samuele c’è visione di intenti e mi trovo benissimo a collaborare. Ci sentiamo un po' meno ma il suo lavoro dietro le quinte è prezioso quando c’è un problema interviene velocemente. Gestisce sempre lui anche i contatti con l’affiliazione Atalanta".
Credi che a livello di Juniores e Allievi o magari anche di Giovanissimi, anche se è presto, ci sia qualcuno che in tempi brevi potrebbe fare il grande salto in Prima squadra?
"Si, io credo ma non faccio nomi, altrimenti si scatena poi la caccia al giocatore da parte di altre società. Soprattutto fra i giovanissimi abbiamo ottimi elementi che se mantengono le promesse possono fare senza problemi il salto in prima squadra".
Condividi la scelta della società di incrementare sempre i numeri e la qualità del proprio Settore giovanile per arrivare un giorno ad avere ricambi naturali con ragazzi del posto? Credi che tale progetto stia procedendo nei giusti parametri o c'è ancora molto da fare per inserirsi su tali binari?
"La formazione del ragazzo per l’approdo alla prima squadra deve essere l’obbiettivo finale del progetto che stiamo costruendo. Un giovane che cresce coi valori e coi colori di una società ha un attaccamento alla maglia superiore di uno che arriva da un altro settore giovanile. Conoscerà l’ambiente, avrà “vissuto” la prima squadra più volte prima del “salto”. Infine lo conosceremo al meglio perché lo abbiamo seguito per tutto il suo iter formativo. Il progetto è nato da poco, e per via della pandemia si è anche un po' arrestato ma penso che i binari tracciati siano un ottimo inizio. C’è ancora molto da migliorare sia a livello organizzativo/dirigenziale e sia a livello di metodologia fra tutto lo staff tecnico. Sono convinto che il coordinamento e il metodo devono essere condivisi da tutte le figure di una società affinché tutti sappiano come si lavora all’interno di un club e forse ancora questo manca. Ma penso che con la costanza e la voglia di migliorare della società e dei singoli possa presto partire come un treno e rendere il Montecchio una bella realtà nel panorama dilettantistico reggiano".
Quest'anno, malgrado il tuo incarico di responsabile tecnico del Settore giovanile, hai deciso di continuare ad allenare. Chi stai seguendo? Come stanno andando i ragazzi e tu come ti stai dividendo fra i due ruoli?
"Ho preso la decisione di lasciare il lavoro da impiegato per dedicarmi a fare solo il responsabile/allenatore come obbiettivo lavorativo e di vita. Per questo il doppio ruolo non mi pesa molto, anzi, riesco a dividermi facilmente fra gli allenamenti delle squadre che seguo in prima persona e quelle che seguo da responsabile. Come detto in precedenza attualmente alleno tutti i ragazzi dell’under 15 anche se poi la domenica mi siedo in panchina solo per la partita Figc lasciando la squadra Csi ai miei collaboratori. Ho dei ragazzi splendidi che hanno tanta voglia di imparare e superare i loro limiti, siamo insieme dall’anno scorso e ognuno di loro sta crescendo in maniera significativa sotto ogni profilo. In più ho ripreso ad allenare i piccoli amici (annate 2016-2017) e la squadra esordienti delle ragazze, un nuovo progetto del Montecchio che ho voluto fortemente sposare".
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