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NEWS - LE INTERVISTE DI CALCIOREGGIANO: FOX JUNIOR SERRAMAZZONI
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LE INTERVISTE DI CALCIOREGGIANO: FOX JUNIOR SERRAMAZZONI

Il direttore generale Filippo Rasponi ci presenta la realtà di Serramazzoni
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calcioreggiano.comLe interviste di calcioreggiano - 03/05/2020

Continua il nostro approfondimento, in cui andremo a conoscere più a fondo le tante società che hanno deciso di sostenere Calcioreggiano e hanno voluto essere parte del nuovo progetto partito la scorsa estate. Nel corso dei prossimi mesi, attraverso queste interviste, scopriremo aneddoti, curiosità, persone e luoghi che ogni giorno segnano la storia del calcio dilettantistico, dalle categorie più blasonate a quelle che lo sono meno.

Quest’oggi abbiamo fatto due chiacchiere con Filippo Rasponi, direttore generale del Fox Junior Serramazzoni, che milita in prima categoria girone D.

Direttore, non si può non iniziare dall’emergenza in cui si trova il nostro paese. Considerando che ovviamente il calcio in un momento così viene in secondo piano come è giusto che sia, pensate che le misure prese dalla federazione siano corrette? Secondo voi come è stata gestita questa situazione?
Questo è un argomento che non è di competenza di noi dirigenti, quindi non sono in grado di dare un giudizio. Comunque, credo che l’emergenza sia stata gestita bene dagli organi competenti, ma personalmente adesso penso proprio sia venuto il momento di fare finire qui la stagione e iniziare a pensare alla prossima: prima si conclude visto che oramai è chiaro a tutti che non si potrà finire questa annata e prima le società avranno modo e tempo per organizzarsi per affrontare le difficoltà che inevitabilmente affioreranno nelle prossime stagioni, soprattutto economiche.

Fino al momento dello stop del campionato come stavate andando?
Per noi era il primo anno che disputavamo la prima categoria, dopo averla inseguita per 3 anni con 2 finali playoff e una di Coppa Emilia perse. Finalmente l’anno scorso siamo riusciti a salire di categoria e ovviamente il nostro obbiettivo era la salvezza, fino a qui stavamo lottando con i denti nella lotta playout/salvezza diretta, ma essendo una neopromossa e per di più con una rosa quasi tutta locale e molto giovane abbiamo avuto molti alti e bassi, ma eravamo molto fiduciosi che in primavera e nel ritorno avremmo raggiunto il nostro obbiettivo visto che la squadra stava migliorando di partita in partita adattandosi alla categoria. Aggiungo una nota fondamentale per noi, da aprile avremmo potuto finalmente allenarci e giocare in casa sul nostro campo in sintetico dove negli anni abbiamo sempre dato del filo da torcere un po’ a tutti, mentre purtroppo fino ad ora per questa stagione per motivi di lavori da parte del comune per l’antisismica, non abbiamo mai potuto avere a disposizione, nè per gli allenamenti nè per le partite e questo è stato un grossissimo handicap come risultati ma anche un grosso dispendio economico per poterci allenare e giocare una stagione così importante sempre in giro affittando campi e strutture un po’ in tutta la provincia.

C’è stata una squadra o giocatore avversario che vi ha maggiormente impressionato?
Ho fatto tantissimi anni la prima categoria e la conosco bene: questo è un girone difficile perché ci sono 3 squadre fuori categoria, Maranello Ganaceto e Camposanto, e tante altre ottime squadre. Una nota vorrei farla alla Pgs Smile, è la squadra che contro di noi mi è piaciuta di più e devo fare i complimenti a mister Virgilio che conosco bene avendoci giocato insieme, perché davvero ha sviluppato la sua idea di calcio e la sua squadra si vede benissimo che lo segue.

Parliamo ora della vostra storia: quali sono i traguardi, sportivi e non, che ricordate più volentieri come società?
Ovviamente la storica promozione dell’anno passato, tanto agognata quanto sudata, ma per assurdo anche la semifinale di coppa dove pur vincendo 4-2 siamo usciti per un rigore al novantesimo: è stata una di quelle sconfitte che ci ha fatto malissimo ma al tempo stesso ci ha fatto crescere e da lì siamo ripartiti.

Quale persona passata dalla vostra società ha lasciato secondo voi un segno indelebile?
Il presidente Scorcioni, un uomo di poche parole ma decisamente di tanti fatti. Poi ovviamente tutti i collaboratori: Gorrieri, Gubertini, Galeotti, Toni, Vecchi, Balugani, tutte persone straordinarie con cui è facile collaborare e portare avanti idee e progetti.

Come si vive il calcio a Serramazzoni?
Siamo in montagna e qui spesso c’è ancora partecipazione e sano campanilismo. Nonostante ci siano molte distrazioni al giorno d’oggi, nelle partite importanti sovente abbiamo avuto un buon pubblico: ricorderò sempre ad esempio il derby col Pavullo di 2 anni fa dove allo stadio c’erano quasi 2000 persone e per queste categorie è una rarità, fu un vero spettacolo.

Chi sono coloro che lavorano dietro le quinte?
Siamo una società piccola e di assoluto volontariato, facciamo tutti un po’ tutto, diciamo che ci arrangiamo tra noi, da lavare gli spogliatoi a fare le lavatrici e asciugatrici, c’è sempre da fare insomma, ma nessuno si tira indietro.

Quali iniziative vengono portate avanti dalla società, in parallelo al mondo del calcio?
Noi dirigenti siamo tutti o quasi piccoli imprenditori e il nostro tempo libero lo dedichiamo già al calcio, rimane poco spazio per fare altro, ma se sarà possibile in futuro cercheremo di sfruttare meglio le possibilità che avremo di nuovo disponendo di un campo sportivo in sintetico, tra l’altro l’unico in appennino modenese, per disputare magari tornei estivi anche giovanili o prevedere dei ritiri. Ricordo che Serramazzoni ha ospitato anche la Fiorentina e altre squadre importanti, e sarebbe bello e importante per la nostra comunità tornare a ospitare certe realtà in futuro.

Com’è la situazione a livello di giovani?
Abbiamo in parallelo un settore giovanile, che cercheremo di potenziare. D’altronde nonostante non siamo un paese enorme, qualche piccolo campione lo abbiamo cresciuto anche noi, e neanche tanto piccolo se penso ad esempio a Luca Toni.

Nel futuro come vorreste muovervi?
Come società crescere a livello organizzativo e di impianti, ma come squadra rimanere molto legata al territorio e dare spazio sempre ai nostri giocatori locali o limitrofi soprattutto giovani. Perché per quanto se ne dica, l’obbiettivo di una squadra dilettantistica, tanto più di montagna dovrebbe essere questo, che a parer mio tra l’altro può tranquillamente coincidere con buoni risultati, perché dove c’è attaccamento sono sicuro che è più facile raggiungere dei traguardi.

Sperando che si possa tornare al più presto alla normalità.
Tornare alla normalità e a correre dietro a un pallone il più presto possibile, questo sarebbe già un grossissimo obbiettivo. Vi ringrazio e nome di tutto il Fox Serramazzoni sia per questo spazio che dedicate a noi società ma soprattutto perché da anni ci siete sempre! Bravi, e mi raccomando continuate così.

Grazie e in bocca al lupo!

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