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LE INTERVISTE DI CALCIOREGGIANO: BARCACCIA

Il vice presidente Marco Fontanili ci racconta della società della frazione di San Polo d'Enza
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calcioreggiano.comLe interviste di calcioreggiano - 27/05/2020

Continua il nostro approfondimento, in cui andremo a conoscere più a fondo le tante società che hanno deciso di sostenere Calcioreggiano e hanno voluto essere parte del nuovo progetto partito la scorsa estate. Nel corso dei prossimi mesi, attraverso queste interviste, scopriremo aneddoti, curiosità, persone e luoghi che ogni giorno segnano la storia del calcio dilettantistico, dalle categorie più blasonate a quelle che lo sono meno.

Oggi abbiamo parlato con Marco Fontanili, vice presidente dell’US Barcaccia, che milita nel campionato di prima categoria girone C.

Vice presidente, i campionati sono stati definitivamente bloccati. Come è stata gestita la situazione?
In momenti come questi anche persone appassionate di Calcio come noi si sono interrogate seriamente sulle priorità e tutti in società abbiamo compreso quanto fosse importante fermare tutto completamente. Giusto bloccare i campionati, gli allenamenti in attesa della risoluzione sanitaria. In questi casi “mordere il freno” è fondamentale e la federazione pur incassando qualche mugugno ha dovuto attendere gli sviluppi prima di poter dare la benché minima indicazione (pensiamo al solo fatto che la lega di serie A è ancora in ballo…).

Fino al momento dello stop come era stata la vostra annata?
Un campionato decisamente al di sotto delle aspettative, dovremo farne tesoro; sicuramente a mister e atleti non contesto una mancanza di impegno, ma in molte occasioni è mancata la fame! Il voler portare a casa il punto che ci avrebbe tenuto in zona play off, invece di farci piombare ai play out.

C’è stata una squadra o giocatore avversario che vi ha maggiormente impressionato?
Senza dubbio la Vianese è la squadra più forte. Quadrata in tutti i reparti e con un attacco super. Un giocatore in particolare non c’è stato… Il girone era molto equilibrato in realtà e mi ha fatto piacere vedere molte squadre ben messe in campo. Merito dei mister sicuramente.

Parlando della vostra storia, quali sono i traguardi che ricordate più volentieri come società?
21 maggio 2018, l’immediato ritorno in prima categoria dopo una retrocessione che aveva avuto dell’incredibile con una squadra fatta per andare in promozione. E sicuramente lo spareggio 2006 per salire in seconda categoria a Ciano, con più 200 persone di Barcaccia venute a vedere la gara.

Quale persona passata dalla vostra società ha lasciato secondo voi un segno indelebile?
La persona a cui l’Us Barcaccia deve sicuramente tantissimo è Franco Bottazzi. Non c’è più, ma ha fatto la storia societaria. Oltre ovviamente a Livio Guazzetti, attuale presidente (tira la carretta da più di 30 anni, spero lo premino anche a livello federale).

Come si vive il calcio a Barcaccia?
Grande famiglia di “matti”, i ruoli sono “sfumati” nel senso che tutti danno il 100% per il bene della squadra e della società. Può risultare il nostro limite, ma come si fa a smorzare gli entusiasmi?

Chi sono coloro che lavorano dietro le quinte?
Essendo una associazione che fa iniziative sociali (feste di ogni tipo, su tutte la festa dell’Uva da più di 35 anni) i volontari sono tanti, una vera grande famiglia; quindi voglio ricordarli proprio tutti per non far torto a nessuno.

Quali iniziative vengono portate avanti dalla società, in parallelo al mondo del calcio?
Appena possibile riprenderemo tutte le iniziative (partiamo il 6 Gennaio con il pranzo per gli anziani e la Tombolata gratuita per loro ma anche per i bimbi, per chiudere spesso con la Festa di Halloween). Tutte feste che se vanno bene alimentano poi il calcio e se vanno male hanno comunque tenuto viva la frazione. Poi ci sono le camminate notturne del martedì e la distribuzione alimentare: cerchiamo di renderci utili dove serve insomma, rispettando in pieno il logo disegnato dal nostro mitico Don Vinicio che coi pugni giunti rappresenta la forza dell’unione.

Com’è la situazione nel settore giovanile?
Da più di quattro anni siamo orgogliosi di avere unito i giovani di San Polo a quelli di Bibbiano, creando squadre complete per ogni annata e di anno in anno dando sempre più struttura al settore giovanile con l’ingresso anche di Canossa nel progetto.

Quali sono i programmi futuri per i vostri giovani?
Consolidare il settore giovanile e dare spazio ai giovani della zona in prima categoria; una categoria che pur avendo da regolamento l’obbligo di 1 giovane under 21, credo sia perfetta. L’obbligo di N giocatori tra i 18 e i 21 anni lo introdurrei proprio qui, così da dare ragazzi pronti per la promozione e diminuire la dispersione che registriamo quando vanno fuori annata nelle categorie superiori.

Sperando che si possa tornare al più presto alla normalità, quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro e cosa vi piacerebbe realizzare invece a lungo termine?
Pur avendo 2 bellissimi campi da gioco a Bibbiano e San Polo, il sogno di un sintetico che possa essere baricentrico per la val d’Enza e dare continuità alle 20 squadre circa del movimento non tramonterà mai. Chissà se riuscirò a vederlo.

Concludo ringraziandovi ancora per il servizio che fornite alle società e a tutti gli appassionati di calcio.

Un p.s. lo vorrei fare se me lo consentite: i presidenti e i dirigenti delle società sportive si assumono un sacco di responsabilità e lo fanno perché nel loro “inconscio” sanno che stanno facendo la cosa giusta. Se così non fosse, molte cose non potrebbero essere fatte (un po’ quello che è avvenuto nelle pubbliche amministrazioni). Nascondersi dietro un “ma però… in realtà...” porta all’immobilismo. Le cose fatte con giudizio e con passione non possono mai nuocere; cerchiamo di non spegnere mai il volontariato, mi raccomando.
Un abbraccio a Tutti.

Grazie e in bocca al lupo!

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