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QUARANTUNESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 30/09/2010

Salutiamo il campionato islandese, il primo a darci un responso ufficiale con brivido finale…ma accogliamo altri nuovi tornei appena cominciati…è Giovedì, è il giorno de…IL RESTO DEL MONDO!





ISLANDA
Come promesso torniamo in Islanda per raccontarvi l’epilogo del campionato che non è stato di certo avaro di sorprese. Per sapere come si presentava la classifica alla vigilia dell’ultimo turno vi rimandiamo all’analisi della settimana precedente (vedere la puntata n. 40). Naturalmente le partite dell’ultima giornata si sono giocate tutte in contemporanea come si conviene in questi casi anche se di certo non saranno mancate radioline o telefonini per informare i protagonisti dei risultati sugli altri campi. Dunque il Breidablik che grazie al preziosissimo punto di vantaggio sulla seconda era l’unica formazione arbitra del proprio destino, invece di chiudere la pratica vincendo la propria sfida con il modesto Stjarnan si è fatto bloccare sullo 0-0. Con questo risultato l’IBV, che occupava la seconda piazza, a sua volta grazie ad una vittoria in casa del Keflavik sesto in classifica si sarebbe proclamato vincitore della Pepsideild 2010, ma niente da fare, secca sconfitta per 4-1 e addio titolo. Entra così clamorosamente in gara il team campione in carica, quell’Hafnarfjordur capace di vincere 5 degli ultimi 6 campionati, alcuni proprio al fotofinish, che anche stavolta sogna lo sgambetto finale; vince facilmente la propria partita, 3-0 netto in casa del Fram, e quindi aggancia al primo posto il Breidablik, questo però stavolta non basta perché a pari punti entra in gioco la differenza reti che è nettamente favorevole al club di Kopavogur. Grazie a 13 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte, ma soprattutto grazie alla propria difesa vince il primo scudetto della propria storia il Breidablik, dopo che l’anno passato vinse il primo trofeo in assoluto, la Coppa d’Islanda; giocherà così i preliminari di Champions League del prossimo anno, mentre accedono ai preliminari di Europa League l’Hafnarfjordur in qualità di detentore della Coppa nazionale, l’IBV giunto terzo in campionato e il KR Reykjavik quarto che sfrutta il posto liberato dalla vincente della Coppa arrivata seconda. Questo è quanto, il calcio spesso riserva dei finali emozionanti e qui le sorprese non sono mancate davvero, immaginare un finale del genere non era per niente facile, non ci resta che salutare gli amici islandesi che ritroveremo nella prossima primavera.

GERMANIA
Da qualche settimana è iniziata la 48’ edizione del massimo campionato tedesco, noi non ne abbiamo ancora parlato e rimediamo a questa mancanza con le righe che seguono. C’è una sola squadra al comando dopo 6 giornate a punteggio pieno e non è una delle solite che siamo abituate a vedere lassù, ma si tratta del Mainz, team più abituato a fare la spola tra Seconda e Prima Divisione che a lottare per la vetta. Promosso in Bundesliga solo due anni fa il Mainz sta stupendo davvero tutti soprattutto dopo l’ultimo weekend dov’è stato capace di espugnare nientemeno che l’Allianz Arena, il fortino del Bayern Monaco quando veniva da 5 vittorie in 5 partite e tutti lo davano come vittima predestinata in quanto quella era l’occasione perfetta per interrompere la propria serie. Invece i ragazzi di Tuchel hanno ingranato la sesta e dopo aver asfaltato lo Stoccarda, il Werder Brema e il Wolfsburg (vincendo anche qui in trasferta per 4-3 dopo che erano andati sotto per 3-0) si sono permessi il lusso di battere anche i campioni in carica a domicilio; il prossimo avversario sarà l’Hoffenheim che pure sta facendo bene, tutta Europa è curiosa di sapere se e quanto continuerà questa favola. Comunque finora in Germania la classifica è rovesciata con le matricole che la stanno facendo da padrone e le formazioni più blasonate che prendono bastonate nei denti; quelle più in crisi sono sicuramente lo Stoccarda (1 vittoria e 5 sconfitte) e lo Schalke 04 (1 vittoria, 1 pareggio e 4 sconfitte) dalle grandi ambizioni, anche il Bayern Monaco sta facendo molta fatica, per ora è al 9° posto con soli 8 punti. Il secondo posto a -3 dalla vetta è ricoperto dal Borussia Dortmund che da anni non partiva così bene e soprattutto da anni non dà soddisfazioni ai suoi tifosi (l’ultimo scudetto è datato 2002), nel prossimo turno ci sarà un altro bel banco di prova con la sfida contro il Bayern Monaco. Chiudiamo raccontando lo svolgimento della Supercoppa di Germania giocatasi ad Augsburg che vedeva di fronte il Bayern Monaco e lo Schalke 04: la partita è stata divertente, aperta ad ogni risultato ed in bilico fino alla fine quando tra il 75° e l’81° minuto è arrivato l’uno-due di Muller e Klose che hanno portato l’ennesimo trofeo in Baviera.

SVEZIA
L’ultima analisi l’abbiamo fatta alla puntata n. 37, dopodiché si sono giocati altri 4 turni e ora alla fine ne mancano 5. Il testa a testa in vetta alla classifica è veramente appassionante, Malmo ed Helsingborgs si rincorrono da un po’ di tempo senza riuscire l’una a dare la spallata decisiva all’altra. Avevamo lasciato il Malmo con due punti di vantaggio proveniente da una striscia positiva di 6 vittorie senza subire reti, striscia che si è interrotta immediatamente alla partita successiva quando è arrivato un 3-3 rocambolesco. L’Helsingborgs ne ha subito approfittato vincendo la propria sfida e agganciando il primo posto a pari merito. Con questa situazione si è arrivati allo scontro diretto che è andato in scena il 15 Settembre scorso in casa del Malmo ed ha premiato proprio i padroni di casa con un secco 2-0 che avrebbe potuto dire molto sia in termini pratici di classifica che in termini psicologici per la squadra uscita sconfitta. Niente di tutto questo, nella giornata successiva le due compagini si ricompattano in testa, Malmo che esce a mani vuote dalla sfida contro il Djurgardens ed Helsingborgs che invece fa bottino pieno senza dare segnali di resa. Nel weekend scorso entrambe le contendenti hanno portato a casa i 3 punti e ora a braccetto si apprestano ad affrontare il rettilineo finale; il rimanente cammino per tutte e due sembra abbastanza agevole con l’Helsingborgs appena avvantaggiato dal fatto che giocherà 3 delle 5 restanti partite in casa mentre il Malmo soltanto 2. Per contro c’è da dire che l’Helsingborgs sarà impegnato anche nella semifinale di Coppa di Svezia quindi dovrà spendere energie in più. Vedremo più avanti chi la spunterà, sicuri che il duello si risolverà proprio alla fine. Per gli altri piazzamenti, è quasi certo il terzo posto dell’Orebro che vale la qualificazione alla prossima Europa League.

SERBIA
E’ partita anche la Super Liga serba e il punto dopo 6 giornate disputate è più che doveroso. Da queste parti nessun nome nuovo è arrivato a sconvolgere antiche gerarchie, comandano la classifica manco a dirlo Partizan Belgrado e Stella Rossa, le due squadre della capitale in assoluto le più titolate del paese. Vale la pena a questo punto fare un passo indietro per ripercorrere la storia recente di questa nazione, sconvolta dalle recenti guerre, anche nell’ambito del calcio. Dopo la dissoluzione della grande Jugoslavia ci furono 10 edizioni del campionato della Repubblica Federale di Jugoslavia con 6 vittorie del Partizan Belgrado e 3 della Stella Rossa; in seguito nacque lo stato, e di conseguenza il campionato, di Serbia e Montenegro, durò 4 anni con 2 vittorie per parte; infine, dopo l’ulteriore scissione è nato il campionato serbo di cui è appena cominciata la quinta edizione, dopo che il primo anno vinse la Stella Rossa ora il Partizan Belgrado viene da 3 successi consecutivi. Va da sé quindi che i bianconeri siano assolutamente la squadra da battere, infatti anche in questo primo scorcio la partenza è stata all’altezza, vinti i primi 5 incontri è arrivato un pareggio a reti bianche solo nell’ultimo turno. Un altro dato che balza subito all’occhio è la formidabile difesa dei campioni in carica, solo un gol subito arrivato peraltro alla prima giornata, quindi sono già circa 450 i minuti di imbattibilità della sua porta; fare meglio dell’anno passato sarà comunque dura, pensate che chiusero il campionato senza sconfitte e con solo 14 gol al passivo. Ricordiamo inoltre che il Partizan Belgrado sta ottenendo ottimi successi anche in Europa, partito dal secondo turno preliminare di Champions League è riuscito a raggiungere i gironi eliminando all’ultimo turno l’Anderlecht ai rigori. Per i cugini il discorso è un po’ diverso, costretti a trovare tutte le strade possibili per interrompere il dominio nemico, hanno cominciato la stagione con l’eliminazione dall’Europa League e con un pareggio alla prima giornata. Sono arrivate poi 5 vittorie di fila che le valgono finora il primo posto in coabitazione, ma per laurearsi campioni dovranno mantenere costante questo ritmo per tutto l’anno e non sarà facile. Il primo appuntamento cruciale sarà alla 9’ giornata quando andrà in scena il primo derby cittadino.

SCOZIA
Così come nel campionato serbo di cui abbiamo parlato sopra anche e forse ancora di più in terra scozzese si vive il principale torneo nazionale come una lotta a due, ovviamente Rangers Glasgow e Celtic Glasgow sono le contendenti. Sono esattamente 25 anni che in Scozia non vince lo scudetto un team che non sia uno di quelli citati in precedenza, fu l’Aberdeen di Sir Alex Ferguson e da allora il titolo è sempre stato affare delle due società di Glasgow. L’edizione corrente che ha avuto inizio a metà Agosto non sarà sicuramente quella che cambierà le cose infatti dopo 6 giornate troviamo al primo posto la solita coppia a punteggio pieno e con la stessa identica differenza reti (+11). I Rangers Glasgow sono i campioni in carica degli ultimi due anni e anche storicamente, stando almeno agli scudetti vinti (ne hanno 11 di più in vetrina), sono i più forti quindi la squadra da battere. Alla fine della scorsa stagione hanno lasciato partire il capocannoniere del torneo (quel Kris Boyd protagonista della nostra rubrica “I RE DEL GOL” della puntata n. 29), ma il suo posto è stato subito preso dall’esperto Kenny Miller che è andato a segno in tutte e 6 le giornate con un bottino già di 10 marcature. Il Celtic Glasgow dal canto suo ha cambiato molto affidando la panchina al suo ex giocatore Neil Lennon che con questa maglia vinse ben 5 campionati e diverse coppe. Per ora come si diceva regna un assoluto equilibrio, con i Rangers Glasgow che hanno un miglior attacco e di contro i Celtic Glasgow una miglior difesa. La differenza la potrebbe fare anche la diversa quantità di impegni infrasettimanali, i campioni in carica saranno impegnati nei gironi di Champions League, mentre i rivali sono già fuori da tutto, anche qui la data da segnare sul calendario è quella del 23 Ottobre quando si giocherà il primo “Old Firm” della stagione. La vittoria del campionato da quest’anno è doppiamente importante in quanto dalla prossima edizione la Scozia avrà una sola squadra in Champions League e non direttamente ai gironi, quindi dato per assegnato un posto per l’Europa League ad uno dei due club di Glasgow, per tutte le altre è aperta la lotta all’ultimo posto per l’Europa minore, cioè il terzo posto finale.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
La panoramica sui bomber dei campionati slavi continua questa settimana cercando di conoscere più da vicino il capocannoniere in carica del campionato serbo, tal Dragan Mrdja che vediamo nella foto con la maglia del Vojvodina. Il nostro protagonista ha 26 anni e vanta già diverse esperienze in giro per l’Europa ma il primo riconoscimento importante a livello personale lo ha ottenuto in patria, essendo lui un serbo doc. Inizia la sua carriera da professionista in quella che è forse la squadra più gloriosa del suo paese, la Stella Rossa di Belgrado, ma in quattro anni di militanza non ottiene grandi risultati. Nonostante ciò viene notato in Belgio dal Lierse che prima lo tiene in rosa e poi lo cede in prestito allo Zulte-Waregem, ma anche l’avventura belga non sarà memorabile, solo poche presenze e pochi gol. A questo punto si sposta completamente ad est e milita due anni nella squadra russa del Khimki, ma 9 presenze e 2 reti sono un bottino davvero magro. Arriva così il momento del suo rientro in patria tra le fila del Vojvodina, team della città di Novi Sad che da qualche stagione si era affermata come terza forza del campionato dietro alle due dominatrici Stella Rossa e Partizan Belgrado. Dopo un primo anno già buono con 13 reti in 27 partite quello scorso è stato finalmente quello della consacrazione, 22 gol in 29 presenze firmando addirittura 4 gol nell’ultima giornata. Tutte queste marcature non gli valgono solo il titolo di capocannoniere del torneo, ma anche la convocazione per il Mondiale sudafricano con la Serbia peraltro senza mai scendere in campo ed anche la possibilità di giocare di nuovo in un campionato estero. Infatti dopo il Mondiale è stato acquistato dagli svizzeri del Sion con cui è rimasto all’asciutto di gol fino alla scorsa Domenica quando finalmente si è sbloccato. Vedremo se come in passato la lontananza dal suo paese non gli porta fortuna o se ora dispone della maturità necessaria per far bene anche fuori dalla Serbia.




Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
Ritroviamo, nel campionato rumeno, un giocatore che aveva fatto dell’Italia il suo paese d’adozione. Lui, brasiliano di nascita, arrivò nel nostro paese nel lontano 1997, acquistato dal Parma dopo aver disputato un ottimo Mondiale under 20. Parliamo di Adailton, nome completo Adailton Martins Bolzan, attaccante 33enne impiegato a volte anche come trequartista, che dopo più di dieci anni trascorsi nel nord Italia nell’ultima sessione di mercato estiva ha deciso di emigrare in Romania per giocare nel Vaslui. Ripercorriamo insieme la storia di questo ottimo calciatore che come detto, portato in Europa dal Parma, passò immediatamente nella stagione successiva al Paris Saint Germain per poi fare ritorno da noi in pianta stabile. La squadra che lo acquista dopo l’esperienza in Francia è il Verona e qui vive la sua esperienza più lunga tra Serie A e Serie B: ben 7 stagioni dove l’ultima fu quella forse più positiva riuscendo a segnare 15 reti in 39 presenze. Al termine di quell’annata passa al Genoa di Preziosi, allora neopromosso in Serie B, ma con ambizioni da vendere, infatti col grifone Adailton ottiene l’immediata promozione nella massima serie (era l’anno dove in Serie B c’era anche la Juventus) mentre il Verona, sua ex squadra retrocedette in Serie C1. A Genova non si ferma l’anno successivo, ma rimane nella serie cadetta per giocare con il Bologna, ancora successi, ancora promozione. Con i felsinei torna a calcare i campi della Serie A e nei due anni successivi contribuisce attivamente alla salvezza del Bologna, soprattutto l’anno scorso quando riesce a mettere a segno ben 11 reti togliendosi anche la soddisfazione di segnare la sua prima tripletta nella massima serie. Lo scorso Agosto, in seguito alla scadenza del contratto che lo legava al Bologna decide di cambiare decisamente aria e di misurarsi col campionato rumeno. E’ il Vaslui ad accaparrarsi il giocatore e per ora lui sta ripagando la sua nuova società con dei nuovi gol, già 3 in 6 presenze. Chissà mai se lo rivedremo dalle nostre parti, di certo non dimenticheremo mai la sua faccia simpatica e il suo tocco di palla mancino.

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Oggi: 191 partite
Domani: 6 partite
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